Gabriele Guarnieri | Psicologo e Psicoterapeuta | Bassano del Grappa

Dott. Gabriele Guarnieri Psicologo e Psicoterapeuta a Bassano del Grappa

giovedì

9

Giugno 2016

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Bullismo: confronti fra due generazioni.

Scritto da , in Adolescenti, Adulti, Famiglia

bullismo-isolamento.jpgVoglio affrontare questo tema raccontando un episodio che mi è capitato durante una trasmissione radiofonica. Il tema della serata era il bullismo e per l’occasione avevamo due giovani ospiti di 16 anni ed un adulto di 35. Ad inizio serata, ho chiesto a Silvia (nome che darò alla ragazza) cosa ne pensasse del bullismo e la sua risposta è stata:

Lo conosco! Sono stata vittima di bulli, a loro non importa niente, non capiscono che se una persona NON ride ad una battuta è perché non la gradisce, e allora perché continuare? Perché divertirsi e fare soffrire una ragazza solamente per dei difetti o per le sue caratteristiche?

Tutti e tre gli ospiti, riflettendo sulle loro esperienze, concordavano su un punto e cioè, che il bullo è una persona che soffre di inferiorità, che manifesta tali atteggiamenti per sentirsi superiore agli altri e per attirare l’attenzione.

Marco (l’adulto di 35 anni che chiamerò così) pur concordando con queste riflessioni, diceva:

A me prendevano in giro quando ero alle medie per la mia stazza! Ci rimanevo male, mi innervosivo e mi veniva da dare pugni al banco, e quando lo facevo peggioravo la situazione in quanto mi davano del matto! Alla fine ti senti solo, non sai con chi parlare per paura di peggiorare il tutto, ma cosa peggiore inizi a credere di essere veramente uno sfigato!”.

Racconto che ha dato la possibilità ad Andrea (così chiamerò il ragazzo di 16 anni) di riportare la sua esperienza:

Io sono stato preso di mira su internet, avevo messo un post e me ne hanno dette di tutti i colori, anch’io non sapevo cosa fare, l’ho detto ai miei genitori ma alla fine è stato peggio…. Non solo mi prendevano in giro sul web ma anche a scuola per aver fatto la spia!!! Mi sentivo solo!!

Il bullo non riconosce le proprie qualità, generalmente attacca le persone fragili, sensibili che evidenziano tratti o qualità che vorrebbe avere (e che in realtà ha) ma che non ha il coraggio di esternare per paura di essere deriso. Generalmente sono persone con una intelligenza superiore alla media, sensibili più di molti loro coetanei; hanno una certa insicurezza interiore (non provate a dirglielo…) ma hanno soprattutto MOLTE QUALITA’ che non sono in grado di vedere! Il bullo è fondamentalmente un ragazzo che si sente SOLO, che ha bisogno di attirare attorno a sé più persone possibili per sentirsi gratificato; per ciò è costretto, giorno dopo giorno, a mantenere questo ruolo. Con il tempo e con le sue modalità ripetitive, aggressive e martellanti, porta la vittima a chiudersi in sé stessa, ad avere pensieri negativi su di sé, a colpevolizzarsi e a criticarsi, fino a convincerla di essere realmente una persona emarginata. Tutto ciò, chiaramente a danno della propria autostima e delle proprie sicurezze.

Silvia, allacciandosi all’esperienza di Andrea, ha toccato un aspetto importante e spesso, dagli adulti TROPPO BANALIZZATO:

“Ciò che odio di più però, sono tutti quei ragazzi che riprendono il bullo con il telefonino mentre deride un suo compagno o compagna per poi postarlo sui social. Lo fanno per ottenere  più “like” possibili sui loro profili, senza pensare che dietro ad ogni video c’è una persona che soffre!”

Ed è proprio così! Oggi giorno, l’obiettivo primario dei ragazzi è di avere più visualizzazioni possibili, non importa come e spesso non importa nemmeno se a discapito di qualcuno altro. Tale utilizzo del web sta portando (non solo nei ragazzi), ad una mancanza totale di empatia, ad un disinteresse totale per gli stati d’animo del prossimo vs un bisogno spasmodico di alimentare il proprio ego.

Andrea e Silvia, conoscono bene questa situazione, a differenza di Marco che pur essendo stato vittima di bullismo, ha avuto la fortuna di non conoscere il cyberbullsimo.

Passano gli anni e ogni generazione si ritiene migliore di quella precedente.

Negli anni sono cambiate le persone, è cambiata la società, sono cambiati i mezzi di comunicazione e le abitudini, ma i nostri sentimenti, le paure dei ragazzi di sentirsi soli, di essere giudicati, uniti al desiderio di piacere, di sentirsi amati e capiti dai propri genitori e dai propri amici sono rimasti gli stessi.

Siamo migliorati su molti fronti, ma le ferite interiori facevano male un tempo come lo fanno ora e nonostante ciò, si continua a farci del male e a soffrire: forse su tali aspetti dobbiamo ancora migliorare.

Grazie ragazzi e non… per la vostra testimonianza preziosa!

 

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