Gabriele Guarnieri | Psicologo e Psicoterapeuta | Bassano del Grappa

Dott. Gabriele Guarnieri Psicologo e Psicoterapeuta a Bassano del Grappa

giovedì

1

Ottobre 2015

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Scuola: la co-responsabilità tra genitori ed insegnanti.

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genitori-insegnanti.jpgIl rapporto tra scuola e famiglia è generalmente buono, ma quando le situazioni non procedono come dovrebbero,  il rischio di entrare in conflitto e di cadere in una fase di accuse e di delega delle reciproche responsabilità, diventa elevato. Non è mia intenzione prolungarmi in riflessioni socioculturali e/o politiche, anche se sarebbe interessante, ma valutare le principali cause di tensione e/o di conflitti tra scuola e famiglia. I genitori di oggi appaiono più preparati rispetto ai loro predecessori, ma spesso fin troppo protettivi, pronti a difendere i propri figli per la più piccola incomprensione e/o critica. 

Se da un lato si assiste effettivamente ad una maggiore consapevolezza sullo sviluppo psicofisico dei bambini-ragazzi, dall’altra si evidenzia una maggiore insicurezza delle proprie capacità genitoriali. Molte sono le mamme e ultimamente anche molti papà infatti,  che leggono libri di psicologia, di pedagogia o che approfondiscono svariate correnti di pensiero, anche se non sempre scientificamente provate…. Ma tutto questo appare più motivato dalla ricerca di una VERITA’ ASSOLUTA, di qualcuno o di qualcosa che indichi come fare e che rafforzi le proprie convinzioni, più che dal semplice desiderio di cultura:

Ma come fai a non  conoscerlo è stato un best seller e non esiste al mondo libro migliore , mi è stato utilissimo….”

Si sta assistendo ad un’eccessiva protezione dei figli, ad un calo degli aspetti autoritari e autorevoli, sempre più criticati e discussi; i bambini crescono ovattati per i primi mesi se non anni di vita, per poi trovarsi “catapultati” nelle scuole, dove per forza di cose dovranno fare i conti con situazioni differenti.

Dall’altra parte, anche per tali motivi, gli insegnanti sono sempre più in difficoltà nel gestire e nell’evidenziare ai genitori le loro preoccupazioni con alcuni alunni; il rischio di creare situazioni conflittuali, in tali circostanze, è elevato.  Ma se da un lato è vero che si sta assistendo ad una maggiore “diffidenza” da parte dei genitori, dall’altra sembra essere diminuita la tolleranza e la pazienza da parte degli insegnanti. Ritengo, ad esempio, che sia poco costruttivo segnalare quotidianamente alle mamme o ai papà, le proprie difficoltà nella gestione di quel particolare bambino o ragazzo; molti sono i genitori mortificati e spesso arrabbiati, che vivono in modo angosciante il confronto con gli insegnanti (anche se lo stesso lo si potrebbe dire per molte maestre e professori…).

In tutto questo i giovani sono sballottati, scissi tra due mondi, uno che li accusa di non essere in grado di gestire le vicissitudine della “vita reale” e l’altro che li protegge riferendo che il “mondo reale” non ha saputo cogliere le loro fragilità e qualità.  Ciò va a sfavorire la costruzione di un’identità integra e a favorirne una sfaccettata e scissa.

Sarebbe, di conseguenza auspicabile, creare un rapporto di fiducia e di collaborazione tra genitori ed insegnanti, che permetta di raggiungere una maggiore conoscenza dei propri figli-alunni. Per fare questo però, tutti dovrebbero mettersi in discussione, dapprima riconoscendo e accettando i propri limiti e successivamente valutando le singole situazione nella loro totalità. Gli insegnanti conoscono i propri studenti in situazioni completamente differenti da quelle in cui  le mamme e i papà li hanno visti crescere e di conseguenza un confronto sarebbe importante per due aspetti:

  • uno perchè le fantasie che ci creiamo verso una persona non corrispondono mai alla realtà;
  • due perché è solamente attraverso il confronto che si può ottenere una visione più oggettiva

Sono conscio che gli insegnanti debbano gestire una mole di lavoro importante, e rimango dell’idea che sia una delle professioni più difficili, ma è anche vero che, fortunatamente, non tutti i bambini o tutti i ragazzi sono “problematici”. Allo stesso tempo, posso comprendere le difficoltà di alcuni genitori nell’accettare i disagi dei propri figli, ma non è evitando le situazioni che si possono risolvere i problemi, anzi…

Si parla di giovani e comprenderli nel presente permette di aiutarli nello loro futuro, ma è uno sforzo che dobbiamo fare tutti assieme!! Collaborare per ottenere una visone integra e non scissa dei ragazzi, non solo faciliterebbe il rapporto tra scuola e famiglie, ma aiuterebbe i giovani a costruire le loro identità.

Ciò che servirebbe è un atteggiamento di minor delega e di maggiore corresponsabilità

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