Un articolo che ritengo molto interessante del Dr. Fabio Ciuffini datato 2007 ma ancora attuale, forse più oggi di ieri:
Lo sviluppo tecnologico che sta progressivamente coinvolgendo la scuola e, pertanto, il mondo degli adolescenti e dei bambini, richiede da parte degli insegnanti una forte disponibilità all’aggiornamento professionale, soprattutto per quel che concerne le competenze informatiche e la conoscenza delle dinamiche comunicative sviluppatesi attraverso internet e la multimedialità in genere.
Tale aggiornamento professionale consente il raggiungimento di un duplice obiettivo:
- 1. Un’apertura al dialogo tra diverse generazioni , principalmente quando internet viene utilizzato nelle attività che interessano ragazzi di 15-19 anni;
- 2. Proteggere i minori dalle insidie della rete , laddove internet sia strumento di lavoro con bambini e ragazzi di età inferiore ai 15 anni di età.
In questa sede vorremmo concentrare l’attenzione proprio su alcune potenzialità tipiche del web mostrando come, anche in modo molto semplice, l’insegnante sia in grado di sfruttare la tecnologia sia in una prospettiva puramente didattica, sia focalizzando l’attenzione sulla qualità del rapporto con i giovani.
Successivamente ci soffermeremo brevemente sul ruolo che gli insegnanti possono assumere nell’agevolare un utilizzo sereno ed equilibrato della rete da parte dei minori.
Alfabetizzazione informatica come sinonimo di dialogo
L’ “informatizzazione” delle competenze degli insegnanti è un’esigenza sempre più forte nel mondo della scuola italiana, dove ancora molto modesta è stata l’apertura all’ICT (Information Technology) e, di conseguenza, alla comunicazione mediata dal computer (la cosiddetta CMC).
La disponibilità a muoversi nella direzione del modo di comunicare dei giovani non passa solo attraverso vie istituzionali, ma deve trovare terreno fertile anche nell’atteggiamento del singolo insegnante che, anche in autonomia, può mettersi nelle condizioni di utilizzare le innovazioni che la multimedialità ed internet offrono alla scuola come “catalizzatore” del dialogo con i bambini ed i ragazzi.
Classicamente, la tecnologia viene percepita in tre modi:
- 1. Come strumento della didattica tradizionale : il computer viene visto come elemento statico, come oggetto in grado di produrre documenti o risorse utili solo a fine integrativo ma sostanzialmente superfluo; in questi casi gli insegnanti vivono la tecnologia come un ingombro e una minaccia;
- 2. Come strumento alla moda : il pc si utilizza per realizzare presentazioni dei lavori qualitativamente valide, accattivanti e gratificanti. Tuttavia sfugge il reale motivo per il quale sia utile utilizzare il computer e come poterlo utilizzare al meglio;
- 3. Come risorsa : il pc (e soprattutto internet) viene concepito come strumento utile, in grado di arricchire le attività didattiche secondo un preciso e chiaro intento pedagogico. Possiamo definire gli insegnanti che interpretano l’uso del pc come un vantaggio, degli “innovatori” (A.Rucci, “Form@re”, 2006).
Allo scopo di favorire lo sviluppo di un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti della tecnologia (multimedialità ed internet come risorsa), vorremo introdurre due esempi di grande attualità in grado di agevolare il lavoro degli insegnanti sia dal punto di vista didattico che relazionale: il blog ed il podcast.
Il blog
Un blog è una sorta di diario personale che permette di creare facilmente un sito internet personale e di pubblicare contenuti, informazioni, commenti, pensieri in tutta libertà.
Normalmente, ciascuna discussione attivata sul blog (ossia ciascun argomento trattato) prevede la possibilità per gli utenti di inserire dei propri commenti.
In ambito scolastico il blog può essere utilizzato dall’insegnante, ad esempio, per:
- Costituire un punto di riferimento sempre consultabile per il proprio programma scolastico.
- Pubblicare materiale integrativo scaricabile dagli alunni.
- Inserire commenti a particolari contenuti affrontati durante la lezione a scuola.
- Inserire gli audio delle lezioni registrati in classe (pensiamo all’utilità della cosa per l’alunno assente, che può in totale autonomia, accedere al blog e scaricarsi il materiale che gli serve).
Il blog è uno degli strumenti più utilizzati dai ragazzi in rete. L’apprendimento delle modalità e delle regole che ne caratterizzano la comunicazione diviene un crocevia importante per saper dialogare con le nuove generazioni utilizzando lo stesso linguaggio e, soprattutto, gli stessi strumenti .
Il podcast
Un podcast è un documento (generalmente un file audio o video) realizzato tramite il computer e messo su internet a disposizione degli utenti, che possono scaricarlo automaticamente (ossia trasferirlo sul proprio pc) attraverso un programma denominato aggregatore o feeder.
Attraverso la tecnologia del podcast è possibile per l’insegnante registrare una lezione tenuta in classe sul pc e pubblicare tale contenuto sul web, consentendo poi ai propri alunni di scaricare il file relativo sul proprio pc o su qualsiasi tecnologia mobile in grado di leggere file mp3, come ad esempio, i telefonini.
Questo meccanismo consentirebbe agli alunni di avere sempre a disposizione il documento e di riascoltarlo in qualunque momento ed in qualsiasi luogo si trovi:in treno, in autobus, a casa propria, in compagnia degli amici all’aria aperta.
Come possiamo intuire, questi due strumenti rappresentano una grandissima opportunità per mettere gli insegnanti nella possibilità di raggiungere i propri obiettivi didattici attraverso strumenti innovativi di uso comune per i ragazzi ed in grado di stimolare l’apprendimento mediante il gioco, il divertimento, la tecnologia, l’innovazione.
Potremmo citare moltissimi altri esempi di applicazione delle risorse del web in ambito scolastico: diciamo, per completezza, che il tanto vituperato telefonino si integrerebbe alla perfezione con tali risorse e con gli obiettivi didattici dell’insegnante. In che modo?
Citiamo un breve elenco di attività realizzabili con il cellulare (“Teachers, please be a little more DIGITAL!”, Caterina Policaro, Lte-Unifi.net):
- salvare su cellulare serie di immagini o presentazioni in power point;
- pubblicare attraverso il cellulare post, foto, audio e video su blog;
- usare il telefonino in classe come instant messenger per lavori di gruppo;
- ascoltare i podcast e i files Mp3 in genere;
- condividere e scambiare contenuti con Bluetooth;
- passare contenuti da cellulare a PC e viceversa via USB, Bluetooth o infrarosso;
- girare minivideo;
- vedere filmati;
- registrare audio;
- utilizzare l’agenda per pianificare appuntamenti e scadenze.
Alfabetizzazione informatica come crocevia per la protezione dei minori in rete
Aggiornare le proprie competenze informatiche significa porsi nelle condizioni di poter agevolare una navigazione in rete sicura per i bambini. Nelle scuole è e sarà sempre più frequente negli anni l’impiego di internet come supporto didattico, motivo per il quale è opportuno che gli insegnanti si adoperino affinché il web venga visitato in modo sicuro e consapevole dai minori.
Ma cosa può trovare un bambino su Internet? Cosa c’è di pericoloso?
Innanzitutto è facilmente reperibile materiale illecito, come contenuti pornografici, razzismo, frodi, atti di violenza. Sono anche disponibili linguaggi volgari ed inopportuni, informazioni false, messaggi persuasivi di grande pericolosità.
Inoltre, Internet consente di avere facile accesso a contatti con sconosciuti o con persone che si manifestano sotto falsa identità (tipica strategia del cyberpedofilo) attraverso numerosi strumenti come le chat, i forum, le e-mail.
L’insegnante che desideri utilizzare internet come supporto didattico, deve rendersi consapevole del fatto che i bambini sono facilmente influenzabili. Questo elemento può favorire da parte loro la tendenza a comunicare dati personali e familiari oppure l’acquisto inconsapevole di prodotti o servizi non voluti.
Tuttavia, come abbiamo visto, internet è luogo di grandi risorse e potenzialità in grado di migliorare sia il lavoro dell’insegnante, sia la capacità di apprendimento del minore.
Quel che si rende imprescindibile, è che l’insegnante predisponga una navigazione in rete sicura, ossia che valuti con accuratezza quali siti far navigare ai minori, quali parole chiave utilizzare, quali sono i criteri di selezione delle risorse disponibili sul web, con quali interventi tecnici o con quali software è possibile accrescere la sicurezza della navigazione.
Insomma, termini come filtri di sicurezza del pc, motori di ricerca per bambini, usabilità dei siti web, persuasione nella rete dovranno essere espressioni non più ignote, ma parte integrante del bagaglio conoscitivo dell’insegnante, indipendentemente dalla materia di competenza.
Autore: Dr Fabio Ciuffini, Psicologo del Lavoro


