Capita di percepire dell’ansia di tanto in tanto; generalmente non si tratta di attacchi di panico, sono episodi che avvengono improvvisamente, senza apparente motivo, durano poco e non creano particolari disagi, se non una spiacevole sensazione.
Chi ne soffre?
I più colpiti sono persone di indole ansiosa (anche se non sempre coscienti di esserlo), tendenzialmente metodici, in difficoltà a farsi valere e a dire di no; hanno una vita serena, ricca affettivamente e con soddisfazioni sia sul piano personale che professionale. Il più delle volte non se ne conosce la ragione, avvengono “improvvisamente”, come un fulmine a ciel sereno: creano ansia e preoccupazione anche se successivamente non evidenziano particolari sintomatologie. L’unico rischio però, è di banalizzare questi segnali, spesso di origine psicosomatica e/o di collegarli semplicemente a momenti di stress e/o di stanchezza.
Non coglierli, rischia di incrementarne la frequenza, fino ad arrivare a veri e propri attacchi di ansia.
Come mai si presentano?
Sono segnali importanti che evidenziano la necessità di una persona di “staccare la spina”, di crearsi degli spazi propri. Sono persone generalmente intelligenti, che sanno sfruttare ogni situazione, dimostrarsi socievoli e cordiali, che si arrabbiano di rado, ma che quando perdono le staffe, rischiano di diventare fin troppo esplosivi… Presi dalla quotidianità della vita e con una forma mentis che definirei fin troppo educata rischiano di “farsi andar bene” qualsiasi evento e/o situazione, ma con il rischio di “farsene andare bene” fin troppe. Si perde il controllo delle propria vita e ci si trova catapultati in settimane ricche di impegni, ognuno dei quali diventa: “IMPORTANTISSIMO E A CUI NON POTEVO DIRE DI NO!”
Altre volte però, possono presentarsi in concomitanza di cambiamenti importanti o di separazioni da persone care, non necessariamente per lunghi periodi, talvolta è sufficiente qualche giorno. Sono persone che evidenziano delle forme di dipendenza ed in difficoltà ad entrare in contatto con sé stesse; danno il massimo in tutte le situazioni sia professionali che personali e le proprie sicurezze sono direttamente proporzionali alle gratificazioni ed ai feedback che ricevono. Bravissimi a rispettare i ruoli che la società, il lavoro e la famiglia li “impone” ma in difficoltà ad essere semplicemente sé stessi (anche se il più delle volte lo negano). Qualsiasi separazione da persone o da contesti importanti, rischia di privarli delle loro sicurezze e questo li crea ansia.
Cosa fare?
Sono tanto attirati dal desiderio di ritagliarsi degli spazi, quanto abili nel trovare giustificazioni per non realizzare i propri progetti. Essendo fin troppo educati, sono in difficoltà a dire: “ E che ca.…spita”.
In tali circostanze un amico, un familiare o un parente, può aiutare a metterli in contatto con le parti più trasgressive e ribelli; sempre presenti ma forse fin troppo taciute! E’ utile incominciare con piccole iniziative, ad esempio una cena tra marito e moglie in cui però, ci si lascia andare a qualche piccola trasgressione. Piano piano si trova soddisfazione, diminuiscono i sensi di colpa e le piccole ansie; lentamente si entra in contatto con la propria (VERA) indole, si scoprono i lati più ribelli e creativi. Nel tempo incrementa la propria autostima e le proprie sicurezze, ci si sente più liberi nelle relazioni, in famiglia e nel lavoro. Si entra in contatto con la propria unicità e ci si sente meno in dovere di risultare, sempre e comunque, “degli ottimi studenti”.
Quanto riferito è inteso in ottica di sintomatologia psicosomatica; fondamentale effettuare SEMPRE una vista specialistica per escludere qualsiasi disagio di tipo organico.


