In adolescenza, i ragazzi dovrebbero incominciare ad essere più autonomi. Proprio queste prime boccate di ossigeno però, li possono portare a diventare più “spavaldi”e a ricercare un distacco dai genitori.
Tranquillizziamo i genitori….
Questi comportamenti non sono (sempre) causati da un’inadeguatezza improvvisa dei propri genitori, ma da un loro cambiamento.
Per definizione i ragazzi sono resistenti agli adulti, qualunque essi siano, e così deve essere, di conseguenza basta con i mea culpa. Hanno bisogno di mettere una distacco dai propri genitori e l’unico modo per farlo è quello di provare rancore per loro. Non è qualcosa di consapevole, non è che decidano di arrabbiarsi con i loro caregiver, ma qualcosa che sentono e a cui non sanno dare una spiegazione.
Il rapporto a calamita
Il rapporto genitori figli cambia sostanzialmente in età adolescenziale: più ci si avvicina e più è probabile ottenere un loro allontanamento, mentre, se si mantiene un certo distacco, si favorisce un loro avvicinamento.

Cosa fare?
Una coppia di genitori un giorno mi chiese:
“Ma dobbiamo rimanere a guardare?”
Per certi aspetti si.
Se durante l’infanzia era corretto, se non fondamentale, prevenire le mosse dei propri figli, in adolescenza no.
I ragazzi hanno il diritto e il dovere di fare le loro scelte, giuste o sbagliate che siano.
Avere fiducia in sé stessi e nel proprio ruolo di genitori.
Avere fiducia in sé stessi e nel proprio ruolo genitoriale è fondamentale perché trasmette sicurezza. I genitori fanno e faranno degli errori; accettarlo implica smettere di colpevolizzarsi.
Con i ragazzi bisognerebbe lavorare continuamente su tre settori:
- Mantenere sempre le distanze (trasmette fiducia).
- Osservare ma intervenendo con empatia e fermezza quando serve (trasmette sicurezza).
- Lasciarli fare e non criticare i loro sbagli (trasmette libertà, fiducia e sicurezza).


